Università degli Studi di Trieste

Questo testo parla dell'Università di Trieste.L’Università di Trieste fu fondata nel 1924 attraverso un regio decreto che consacrava le rivendicazioni nazionalistiche nei confronti di un territorio da sempre motivo di acredine internazionale.








Le origini dell’Universitá di Trieste

Nata sulle basi della preesistente Scuola Superiore di commercio, Fondazione Rivoltella, assunse la denominazione di Regia Università degli Studi Economici e Commerciali. La sede centrale dell’Ateneo fu costruita sul colle di Scoglietto ove, nel corso degli anni successivi, furono istituite nuove facoltà tra cui: Giurisprudenza nel 1938, Ingegneria nel 1942, Lettere e Filosofia nel 1945 e Scienze Matematiche, Scienze Fisiche e Naturali nel 1946. Soltanto con il ritorno a Trieste dell’amministrazione italiana, fu possibile concludere le opere edilizie della sede centrale dell’Ateneo attraverso l’istituzione delle nuove facoltà di Farmacia, Magistero, Medicina, Chirurgia e Scienze Politiche. Di recente, l’Università di Trieste si è implementata nell’assetto organico delle facoltà di Psicologia e Architettura.


Riscontri post lauream per gli studenti dell’ateneo di Trieste

Dodici Facoltà, quindi, e diciassette Dipartimenti costituiscono l’attuale nucleo funzionale dell’Ateneo che si articola su dieci Poli territoriali presenti in quattro città friulane: Trieste, Gorizia, Pordenone e Portogruaro. L’offerta formativa messa in campo dall’Università di Trieste riceve un riscontro più che positivo se si tengono presenti i dati offerti dall’occupabilità post lauream, ai massimi vertici in Italia, e dal livello di soddisfazione degli studenti, superiori al 95%. In realtà, l’Ateneo si contraddistingue sia per la disponibilità di un’ampia rete scientifica interdisciplinare, di cui gli studenti possono beneficiare sin dai primi anni di studio, sia per i generosi contributi finanziari erogati dalle istituzioni autonome locali che vanno a rimpinguare due delicati settori universitari. Da un lato, sono tesi a favorire una corretta gestione del sistema universitario infrastrutturale e tecnico-scientifico, dall’altro, a sostenere, attraverso borse di studio e strumenti premiali vari, l’iscrizione, la mobilità e la formazione professionale internazionale dei giovani laureandi. Nel programma politico strategico attuato negli ultimi anni dagli organi di direzione di Ateneo, è possibile scorgere interventi coraggiosi capaci di apportare rilevanti e repentine correzioni nell’ambito del contenimento e razionalizzazione dell’offerta formativa. Il risultato raggiunto ha per duplice obiettivo ridurre la frammentarietà didattica e disattivare i corsi desueti a tutto vantaggio della qualità dei corsi ritenuti maggiormente qualificanti.

Immagine: champa – Fotolia

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