Siena, non solo Palio

Quest’articolo parla del ateneo di Siena e dell'evoluzione di essi.L’ateneo fonda le sue radici nel 1240 e già dalle sue origini risulta diversa dalle altre due università di Pisa e Bologna, dove nella prima si denota lo stampo fiorentino e nella seconda lo stampo francese.






L’evoluzione dell’Ateneo di Siena nel tempo

L’ateneo senese ha potuto crescere ed evolversi grazie all’intervento del comune, che grazie alle tasse versate dai contribuenti, che locavano le proprie abitazioni agli studenti, riusciva a stipendiare i maestri. I primi insegnamenti si ebbero in materia giuridica, grammatica e medica. Nel 1357 grazie ad un diploma di Carlo IV, l’ateneo fu annoverato tra le Università del Sacro Romano Impero. A seguito del trasferimento di molti studenti dall’università di Bologna fu costruito un edificio per ospitare i numerosi studenti, così fu edificata nel 1416 la Casa della Sapienza. Tempi bui si ebbero con l’invasione francese che determinò la chiusura dell’ateneo, che fu poi riaperto dopo la Restaurazione anche se poi i locali non furono più quelli della Casa della Sapienza ma quelli di un ex convento Vallombrosani, dove oggi troviamo il Rettorato. Nel Risorgimento molti studenti parteciparono alla I° Guerra di Indipendenza tanto che ciò preoccupò il Granduca che di conseguenza ordinò la chiusura dell’ateneo facendo sopravvivere solo la facoltà di teleologia e giurisprudenza. Ancora una volta l’ateneo si risollevò, nel 1859, grazie all’intervento della popolazione e ad una serie di interventi legislativi che diedero fama alla Scuole di Ostetricia, Farmacia e Medicina. Nel 1892 l’allora Ministro della Pubblica Istruzione, Ferdinando Martini, presentò un progetto nel quale si paventava la possibilità di chiudere i piccoli atenei; a seguito di ciò si ebbero una serie di veri e propri moti popolari; il fine del disegno di legge non fu raggiunto e la città continuò ad investire nella sua grande università.


Un aiuto alla facoltá

Oggi le facoltà dell’ateneo sono: economia, giurisprudenza, farmacia, ingegneria, lettere e filosofia compresa quella di Arezzo, chirurgia e medicina, scienze naturali, fisiche e matematica ed infine scienze politiche. A seguito di una piccola indagine espletata in internet si desume che l’ateneo stia percorrendo un periodo finanziario alquanto sgradevole, come del resto tutta la nazione. Ovviamente non si può chiedere alla cittadinanza, come si è fatto nel passato, di elargire somme di danaro all’ateneo, ma l’aiuto potrebbe venire in modo collaterale, come ad esempio abbassare i canoni di locazione agli studenti, per favorirne l’affluenza determinando quindi un aumento nel numero di iscrizioni, o investire nell’università una parte delle entrate che provengono dal Palio. Insomma, le strade sono tante e non mancano proprio ad una città ricca e benevola come Siena.

Illustrazione: fotowinnie – Fotolia

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