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Il Politecnico di Bari: un progetto di rivalutazione
Quello di Bari rappresenta il primo politecnico del meridione d’Italia. Nato nel 1990 come distaccamento dell’università degli studi di Bari, l’ateneo riscontrò subito una grande affluenza tanto che conta annualmente 12.000 iscritti l’anno e vanta oggi due facoltà d’ingegneria (a Bari-Foggia e Taranto) e una di architettura (Bari).
Dipartimenti, corsi e struttura
Il politecnico, come già anticipato, si articola in diverse sedi e facoltà, e ognuna di queste ospita a sua volta in una costellazione di dipartimenti e corsi di laurea. Ammontando a un totale di 34, i dipartimenti vengono suddivisi nella seguente maniera: sede di Bari – architettura, architettura classica, disegno industriale (laurea triennale), ingegneria ambientale e del territorio, ingegneria civile, ingegneria per la tutela del territorio (laurea specialistica), ingegneria edile-architettura (laurea specialistica), ingegneria edile, ingegneria dei sistemi edilizi (laurea magistrale, durata cinque anni), ingegneria elettrica, ingegneria gestionale, ingegneria meccanica, specialistica in ingegneria elettrica, specialistica in ingegneria gestionale, specialistica in ingegneria meccanica, ingegneria dell’automazione, ingegneria elettronica, ingegneria informatica, ingegneria delle telecomunicazioni, ingegneria informatica e dell’automazione, ingegneria elettronica (laurea specialistica), ingegneria informatica (laurea specialistica), ingegneria dell’automazione (laurea specialistica), ingegneria delle telecomunicazioni (laurea specialistica). Per quanto riguarda invece il polo di Foggia, sede distaccata di quello di Bari, l’unico dipartimento presente è quello di ingegneria civile. Infine, la sede di Taranto offre i seguenti corsi: ingegneria dell’informazione, ingegneria dell’ambiente e territorio, ingegneria civile, ingegneria industriale.
Simboli e tradizioni della facoltá
L’immagine nello stemma del politecnico è la pianta ottagonale di Castel del Monte, magnifico edificio fatto costruire da Federico II di Svevia nel tredicesimo secolo. Situato in una zona principalmente pianeggiante e apparentemente a difesa di nessuna città in particolare, fu introdotto dall’UNESCO nel novero dei patrimoni dell’umanità. Il castello, simbolo di bellezza architettonica e perfezione geometrica, fu scelto per simboleggiare il Politecnico di Bari, mentre il motto che campeggia sopra la sua pianta è: “de’ remi facemmo ali”, estratto dalla citazione dantesca: “E volta la nostra poppa nel mattino, de remi facemmo ali al folle volo”.
Foto: Mi.Ti. di Fotolia



