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Università Federico II di Napoli: la più antica fra le università laiche
Intitolata al celebre imperatore svevo, l’ateneo deve la sua fondazione a un ordine imperiale emanato nel 1224 d.C. Sotto il buon auspicio della sua origine, il potere laico ricoprirà un prezioso ruolo nei secoli seguenti e garantirà all’università l’indipendenza dalle ingerenze del Papa. Questa caratteristica le conferirà il ruolo di centro di convergenza per le teorie razionalistiche nell’Italia meridionale.
Particolari studenti e insegnanti dell’università Federico II
A chi è affascinato dalla storia e dalla tradizione dell’università Federico II, sicuramente può interessare una breve trascrizione dei personaggi celebri che hanno insegnato o seguito i corsi nell’ateneo. In primis è d’obbligo ricordare il famoso filosofo e frate domenicano Tommaso d’Aquino. Sempre nella stessa materia, ma molti secoli dopo, frequenta l’università Federico II Benedetto Croce, padre del liberalismo novecentesco. Nel campo della matematica invece, ricevette una laurea honoris causa John Nash, personaggio protagonista del film “A beautiful Mind”. Infine, nei campi più disparati, anche l’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone, il cantante Edoardo Bennato e lo scrittore Luciano de Crescenzo hanno frequentato l’università partenopea.
Università “globale”
Come raramente accade in Italia, l’università Federico II gestisce al proprio interno un numero di ambiti disciplinari estremamente eterogenei e dalle differenti necessità logistiche. I tre poli che lo compongono convogliano le aree di scienze e tecnologie, scienze umane e sociali, scienze e tecnologie per la vita. Questi ambiti riuniscono dunque i grandi campi del sapere, che si snodano poi in tredici differenti facoltà: architettura, ingegneria, scienza matematica, fisica e naturale, giurisprudenza, lettere e filosofia, scienza politica, sociologia, economia, agraria, farmacia, medicina e chirurgia, medicina e veterinaria, scienze biotecnologiche.
L’ateneo dell’università Federico II ospita all’incirca novantaquattromila studenti, e quasi tremila docenti (compresi ricercatori e assistenti). I corsi tenuti sono in totale 456, e sono divisi fra scuole di specializzazione, corsi triennali, master di I e II livello, dottorati di ricerca e corsi di perfezionamento.
Foto: Lucio42 – Fotolia



